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Task 1.3 e 1.4 – “Olivo e oltre”, una bussola scientifica per il post-xylella

Leader Task: IPSP - CNR

SINTESI
I Task 1.3 e 1.4 del progetto DAJS, guidati dal CNR, analizzano modelli di rigenerazione post-Xylella. Creati database con 61 iniziative e 313 articoli scientifici per guidare le scelte future.
TASK

I risultati dei Task 1.3 e 1.4 coordinati da Pierfederico La Notte (Ipsp-Cnr) nel progetto DAJS di Rigenerazione Sostenibile

 

La Xylella fastidiosa ssp. pauca ha imposto al Salento una delle più dure crisi fitosanitarie degli ultimi decenni. Nel progetto di ricerca “Rigenerazione Sostenibile dell’agricoltura nei territori colpiti da Xylella fastidiosa”, svolto sotto l’egida del Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico-Salentino (DAJS), l’IPSP-CNR ha coordinato due attività decisive del WP1, entrambe guidate da Pierfederico La Notte. Il Task 1.3 è dedicato all’analisi di esperienze di rigenerazione agricola e rurale alternative; il Task 1.4 si concentra su “olivo e oltre”, cioè sugli impatti della Xylella sui sistemi produttivi e sugli scenari di convivenza con il batterio.

Perché studiare altre esperienze accelera la rigenerazione

Rigenerare non significa semplicemente sostituire una coltura, ma capire quali strade sono già state percorse, con quali risultati e con quali limiti. Il Task 1.3 nasce proprio per capitalizzare conoscenze ed esempi di riconversione: osservare pratiche già sperimentate, nel Salento e fuori dal Salento, consente di evitare ripartenze continue e di orientare con maggiore solidità le scelte future. In questa prospettiva, la ricerca diventa una memoria operativa del territorio, capace di trasformare esperienze e tentativi in strumenti utili per le decisioni.

Un database per capire cosa sappiamo davvero su Xylella

Uno dei principali risultati ottenuti è la costruzione di un database dei progetti di ricerca dedicati a Xylella: 61 iniziative europee, nazionali e regionali, concluse o in corso. Lo scopo è offrire un quadro ordinato di ciò che è stato fatto e di ciò che si sta facendo, così da individuare con maggiore chiarezza i gap di conoscenza. A supporto di questo lavoro è stato censito anche un database di 313 articoli scientifici indicizzati (ISI). Mettere ordine nella produzione scientifica non è un esercizio formale: significa costruire una base solida per non disperdere energia e per orientare meglio le azioni future.

Settanta colture alternative: un atlante tecnico per la riconversione

Per molte aziende colpite, la domanda più urgente è quali alternative produttive siano realistiche. Per questo è stato realizzato un catalogo ragionato di 70 colture alternative arboree, con una descrizione dettagliata che supera le 650 pagine. Il catalogo include 40 colture principali e 30 secondarie, con schede colturali e un database bibliografico con oltre 590 referenze.

Il punto di forza è la connessione con esperienze già verificate sul campo. Sono state individuate e descritte 33 esperienze colturali nella penisola salentina, riferite a 18 specie/colture, quindi già confrontate con le condizioni pedoclimatiche locali.

Il lavoro include anche 9 esperienze nazionali, extraregionali ed estere, utili a valutare opzioni potenzialmente adattabili. Tra gli esempi più significativi, che indicano adattabilità in Salento, vengono segnalati l’avvio della produzione di noci pecan (Az. Sirgole), un interessante esempio di cotogneto (Az. Scozzi) e una coltivazione di fico d’India destinato a uso foraggero (Az. Wakinda).

Linee guida per rigenerare: dal “cosa” al “come”

Accanto al catalogo, sono state prodotte linee guida sulle attività di rigenerazione e riconversione agricola, raccolte in un documento di oltre 150 pagine. L’obiettivo è offrire un supporto tecnico strutturato a chi intende riconvertire la propria azienda verso colture alternative rispetto a quelle tradizionali. In contesti segnati dall’incertezza, il valore aggiunto sta nella possibilità di trasformare un’ipotesi in un percorso operativo, con criteri e indicazioni utili a ridurre il rischio decisionale.

Resistenze in olivo: chiarezza su definizioni e linee di ricerca

Nel dibattito pubblico, parole come resistenza e tolleranza possono essere usate in modo generico. Il lavoro dell’IPSP-CNR ha affrontato questo nodo in maniera rigorosa, producendo un focus di 50 pagine che chiarisce definizioni e linee di ricerca mirate all’identificazione o allo sviluppo di germoplasma di olivo resistente/tollerante alla Xylella, con riferimento al genotipo ST53 della sottospecie pauca. È un passaggio essenziale perché la convivenza con il batterio richiede scelte basate su concetti precisi, non su semplificazioni.

Ventisette specie valutate: test controllati e monitoraggi nella zona infetta

Per ampliare lo sguardo oltre l’olivo, 27 specie di colture alternative sono state sottoposte a valutazione di immunità, suscettibilità e resistenza a Xylella fastidiosa pauca ST53. Sono stati condotti test di patogenicità in condizioni controllate, mediante trasmissione con vettori, su 13 colture arboree. In parallelo è stato realizzato un monitoraggio con analisi PCR su campioni provenienti dalla zona infetta: 812 campioni riferiti a 14 specie/colture arboree.

Nei test di patogenicità sono risultate negative tre specie classificate come “non ospiti” di Xylella: Argan, Mango e Passiflora. Sono risultate negative anche dieci specie note come “ospiti” ma non del genotipo ST53 della sottospecie pauca: Fico, Frassino, Gelso bianco, Gelso nero, Jojoba, Lime, Mirtillo, Pompelmo, Rovo mora, Sughera.

Sono state campionate  812 piante in campo, in 131 località della zona infetta, e sono state considerate sette specie “non ospiti” (Cappero, Cotogno, Feijoa, Lentisco, Pino da pinoli, Ricino, Robinia), una specie ospite di sottospecie diversa da pauca (Corbezzolo) e sei specie per le quali era già noto lo status di ospiti di ST53, ma non il livello di suscettibilità (Alaterno, Alloro, Cisto, Fillirea, Ginestra, Mirto). Le specie “non ospiti” hanno confermato la loro immunità a ST53; al contrario il corbezzolo si è rivelato suscettibile anche al ceppo salentino, informazione comunicata al servizio fitosanitario.

Dati, alternative, verifiche: cosa portano questi task al territorio

Nel loro insieme, i Task 1.3 e 1.4 costruiscono tre pilastri per la rigenerazione: ordine nella conoscenza disponibile, alternative colturali documentate e verifiche sperimentali sul rapporto tra specie e batterio. È un patrimonio che aiuta a passare dall’emergenza alla progettazione, sostenendo aziende e territori nell’elaborare scenari di convivenza basati su evidenze e strumenti concreti, in coerenza con l’obiettivo del DAJS di ripensare i sistemi produttivi agricoli del Salento in una prospettiva durevole e rigenerativa. Questa ricerca non promette scorciatoie né soluzioni miracolose, ma costruisce le condizioni per una rigenerazione consapevole, fondata su dati, sperimentazioni e scenari realistici di convivenza con la Xylella. È in questo passaggio – dalla reazione all’elaborazione, dall’emergenza alla progettazione – che il Salento può tornare a immaginare un’agricoltura vitale, plurale e resiliente, capace di durare nel tempo.

A cura dell’Ufficio Comunicazione Dajs – dajscomunicazione@gmail.com

Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino
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