Menu Chiudi

Task 5.4 – Agricoltura Rigenerativa: uno standard per rinascere dopo Xylella

Leader Task: CIHEAM Bari

SINTESI
Il task 5.4 guidato da Vincenzo Lorusso (Ciheam Bari) offre una strategia per rafforzare il sistema rurale salentino attraverso lo “Standard di Agricoltura Rigenerativa Jonico-Salentina”
TASK

“Scienza del suolo, coscienza del territorio: lo standard per un’agricoltura che cura la terra”. Non è solo uno slogan, ma il manifesto del nuovo Standard di Agricoltura Rigenerativa Jonico-Salentina.

Sviluppato dal team del Task 5.4 guidato da Vincenzo Lorusso del Ciheam di Bari, con la collaborazione del dottor Fabrizio De Castro, il progetto nasce per trasformare la crisi ecosistemica causata dalla Xylella fastidiosa, dalla desertificazione e dalla salinizzazione delle falde in un’opportunità di resilienza e competitività per il Salento.

Per definire il nuovo modello del Distretto Agroalimentare Jonico Salentino (DAJS), il team ha integrato i più rigorosi standard internazionali. Dal Regime di Qualità Regionale (RQR) della Puglia per il riconoscimento istituzionale, all’approccio olistico del Regenerative Organic Certified (ROC), fino alla neutralità carbonica del PAS 2060. Il risultato è un protocollo che non si limita a ridurre l’impatto ambientale, ma rigenera attivamente le risorse naturali.

L’obiettivo è ambizioso: rendere lo Standard un Regime di Qualità Regionale (RQR) riconosciuto dalla Regione Puglia, garantendo ai produttori un marchio di eccellenza basato su basi scientifiche e parametri significativamente superiori alle norme commerciali correnti. Uno standard che potrà essere un sistema precursore per la valorizzazione e certificazione di servizi ecosistemici come i crediti di carbonio.

I 4 pilastri della Rigenerazione

La visione dei ricercatori Fabrizio De Castro e Vincenzo Lorusso è incentrata su quattro fronti strettamente legati tra loro.

Tutto parte dal suolo, considerato il vero motore del sistema: qui, attraverso la tecnica del no-tillage (la minima lavorazione), la terra smette di essere solo un supporto e torna a essere un serbatoio dinamico di sostanza organica e vitalità.

Parallelamente, lo standard affronta la sfida della siccità trasformando la gestione dell’acqua in un esercizio di massima precisione; grazie a piani digitalizzati e sistemi di supporto alle decisioni (DSS), ogni goccia viene ottimizzata per evitare sprechi.

Ma la rigenerazione guarda anche a ciò che non si vede: la tutela della biodiversità non si ferma al paesaggio di siepi e boschi, ma scende nel sottosuolo per proteggere la vita ipogea, quel bio-indicatore invisibile quanto essenziale per l’equilibrio della terra.

Infine, l’agricoltura smette di essere una vittima del cambiamento climatico per diventarne parte della soluzione. Grazie al clima e a pratiche come il Carbon Farming e le Comunità Energetiche, lo standard punta a una riduzione drastica della Carbon Footprint, dimostrando che coltivare bene significa, letteralmente, prendersi cura del respiro del pianeta.

Un’architettura basata sulle eccellenze globali 

Per definire il modello del Distretto Agroalimentare Jonico Salentino (DAJS), i ricercatori hanno integrato i più rigorosi protocolli internazionali. Questo Standard è la sintesi di esperienze d’avanguardia, tra cui:

  • Governance Territoriale (ISO 37101), utilizzata per aiutare le comunità a pianificare uno sviluppo sostenibile e resiliente.
  • Neutralità Carbonica (PAS 2060), che guida le aziende verso emissioni nette nulle tramite misurazione, riduzione e compensazione certificata.
  • Salute del Suolo e Biodiversità: ispirata ai modelli Regenerative Organic Certified e Biodiversity Friend, pone al centro la rigenerazione della vita ipogea (sottosuolo) e la cattura del carbonio.

Dall’analisi all’azione: il percorso operativo, un ponte verso il futuro

Il passaggio al rigenerativo non è teorico, ma segue un itinerario scientifico. Ogni azienda inizia con una Baseline (linea di base) per quantificare i dati socio-economici e agro-ecologici di partenza.

Successivamente, viene effettuata una valutazione del rischio su 15 criteri specifici (es. erosione, sfruttamento falde). Questo permette di identificare le priorità e applicare 10 interventi correttivi misurabili. La salute del suolo, ad esempio, non è un’opinione: si misura tramite la riduzione della perdita di terra per unità di superficie.

La trasformazione richiede tempo. Lo Standard prevede un Piano di Transizione di 3 anni, durante il quale l’azienda è accompagnata gradualmente verso requisiti sempre più stringenti: il primo è la diversificazione con il passaggio da due a tre specie vegetali diverse; vi è poi la copertura del suolo con un incremento dell’inerbimento da 90 a oltre 180 giorni l’anno, ed infine le emissioni con la riduzione dell’uso di energia fossile e della Carbon Footprint dal 15% fino a oltre il 50% a regime.

Ogni progresso è validato da un auditor terzo, garantendo oggettività e trasparenza per il mercato e il consumatore.

Le linee guida per ottenere il Marchio di Qualità Superiore

Il nuovo Regime di Qualità Regionale (RQR AR) non è una semplice etichetta, ma un sistema normativo vincolante.

La dicitura “Prodotto da Agricoltura rigenerativa” è riservata solo a chi garantisce standard eccellenti in termini di sanità pubblica, salute delle piante e tutela ambientale. Il disciplinare è tassativo: chi aderisce deve dimostrare oggettivamente un miglioramento della fertilità del suolo e una gestione oculata delle risorse idriche.

La fiducia del consumatore non è lasciata al caso, ma è garantita da un sistema di verifiche rigoroso e trasparente. Ogni azienda agricola che sceglie questo percorso non si autocertifica, ma accetta il monitoraggio costante di Organismi di controllo indipendenti, ossia enti accreditati che setacciano ogni fase produttiva seguendo un piano di verifiche meticoloso.

Questo garantisce una tracciabilità totale, un filo invisibile che collega ogni prodotto sulla tavola direttamente al campo in cui è nato.

Qualità garantita dalla Regione Puglia

A suggello di questa garanzia, la Regione Puglia gestirà un registro pubblico online, dove chiunque potrà consultare l’elenco dei produttori certificati, rendendo la trasparenza non solo una promessa, ma un dato accessibile a tutti.

Il prodotto finale sarà identificato dal logo ufficiale e dalla dicitura Qualità Garantita dalla Regione Puglia. Le regole di etichettatura sono severe: il logo può apparire nel campo visivo principale solo se gli ingredienti certificati costituiscono almeno il 75% del prodotto.

Aderire a questo Standard non rappresenta soltanto una scelta etica verso l’ambiente, ma si traduce in una vera e propria mossa strategica per la competitività aziendale. La Regione Puglia, infatti, ha previsto misure concrete per premiare chi investe nella rigenerazione: i prodotti certificati godranno di una corsia preferenziale nell’aggiudicazione degli appalti pubblici, diventando i protagonisti della ristorazione collettiva nelle scuole e negli ospedali.

Per sostenere le aziende in questo cambiamento, sono stati stanziati finanziamenti specifici volti a coprire i costi della transizione, mentre la nascita di nuovi Consorzi di Valorizzazione permetterà ai produttori di unire le forze. Grazie al supporto tecnico regionale, queste realtà potranno promuovere il marchio salentino sui mercati nazionali e internazionali, trasformando il legame con la propria terra in un valore aggiunto riconosciuto in tutto il mondo.

Un futuro radicato nella terra

Lo Standard di Agricoltura Rigenerativa Jonico-Salentina rappresenta molto più di un protocollo tecnico: è una promessa di rinascita per un territorio che ha saputo trasformare la ferita della Xylella in un laboratorio d’avanguardia mondiale.

Oggi, grazie alla sinergia tra ricerca scientifica, istituzioni e agricoltori, il Salento non si limita a produrre cibo, ma si impegna a restituire vita alle sue risorse più preziose. Scegliere i prodotti nati da questo standard significa sostenere un modello di sviluppo dove la tutela dell’ambiente e la competitività economica camminano di pari passo, garantendo alle future generazioni una terra di nuovo fertile, sana e resiliente.

Glossario dello Standard

  • Baseline (Linea di Base): Analisi quantitativa dei dati socio-economici e agro-ecologici effettuata all’inizio del percorso per definire lo stato di partenza dell’azienda.
  • Carbon Footprint (Impronta di Carbonio): Misura espressa in CO2 equivalente che quantifica l’impatto di un prodotto o processo sui cambiamenti climatici.
  • Carbon Farming: Insieme di pratiche agricole volte ad aumentare il sequestro del carbonio nel suolo e nella biomassa legnosa, riducendo la presenza di gas serra nell’atmosfera.
  • DSS (Decision Support System): Software e sensori IoT (Internet of Things) che aiutano l’agricoltore a prendere decisioni basate su dati certi, ottimizzando irrigazione e difesa delle colture.
  • EIQ (Environmental Impact Quotient): Indice scientifico utilizzato per valutare l’impatto ambientale e tossicologico dei fitosanitari su ambiente, consumatori e operatori.
  • ISO 37101: Standard internazionale per lo sviluppo sostenibile delle comunità, che guida la governance territoriale verso la resilienza e l’efficienza delle risorse.
  • No-Tillage (Non Lavorazione): Pratica agricola che esclude le lavorazioni meccaniche profonde (come l’aratura) per preservare la struttura del suolo e la sua materia organica.
  • PAS 2060: Specifica internazionale che definisce i requisiti per la dimostrazione della neutralità carbonica (Carbon Neutrality).
  • Regenerative Organic Certified (ROC): Certificazione olistica che combina standard di agricoltura biologica con requisiti stringenti sulla salute del suolo e l’equità sociale.
  • RQR (Regime di Qualità Regionale): Sistema di certificazione istituito dalla Regione Puglia per identificare prodotti con caratteristiche qualitative superiori e metodi di produzione sostenibili.
  • SOC (Soil Organic Carbon): Carbonio organico immagazzinato nel suolo, parametro fondamentale per misurarne la fertilità e la salute.
  • Vita Ipogea: L’insieme degli organismi viventi che abitano il sottosuolo (microrganismi, funghi, insetti), responsabili dei cicli biologici vitali per le piante.

 

 

A cura dell’Ufficio Comunicazione Dajs – dajscomunicazione@gmail.com

 

STRUMENTI
Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie in modo da poterti fornire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni dei cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.