Cinque sfide, cinque soluzioni operative, decine di soggetti coinvolti e risultati già applicabili. Nel progetto di Rigenerazione sostenibile dell’agricoltura nei territori colpiti dalla Xylella fastidiosa, l’innovazione non viene intesa come semplice introduzione di nuove tecnologie, ma come costruzione condivisa di risposte concrete a problemi reali. È questa la cornice entro cui si colloca il Task 5.3 del WP5 – Innovazione e sostenibilità, coordinato da Damiano Petruzzella del Ciheam Bari, che ha dato vita a un percorso strutturato di Open Innovation capace di trasformare esigenze produttive, ambientali e di mercato in soluzioni applicabili.
Le attività del Task 5.3 hanno preso avvio il 6 maggio 2022, con l’organizzazione del primo World Cafè, momento inaugurale di ascolto e confronto con il territorio. In quella occasione è stato somministrato un questionario dedicato all’analisi dei fabbisogni di innovazione delle imprese agricole, che ha raccolto 26 risposte e permesso di individuare con chiarezza le principali aree di interesse su cui concentrare il lavoro.
Dai contributi emersi sono stati messi a fuoco temi cruciali per il futuro dell’agricoltura salentina, che spaziano dall’introduzione di nuove specie arboree e orticole alla gestione agronomica innovativa, dall’efficienza idrica alla fertilità del suolo, fino all’uso delle energie rinnovabili, allo sviluppo dell’agricoltura rigenerativa e all’innovazione digitale per la gestione aziendale.
Accanto agli aspetti produttivi e tecnologici, il confronto ha evidenziato l’importanza di ripensare anche marketing, packaging ed etichettatura, così come di sviluppare prodotti innovativi a carattere funzionale, nutraceutico e proteico. Centrale è risultata inoltre la valorizzazione dei sottoprodotti agricoli, non più considerati rifiuti ma risorse strategiche in un’ottica di economia circolare.
La nascita della Open Innovation Community
Nei mesi successivi, gli incontri promossi nell’ambito del Task 5.3 hanno avuto una duplice funzione. Da un lato, presentare alle imprese ricerche e innovazioni in grado di stimolare nuove visioni e alimentare il confronto; dall’altro, far emergere connessioni tra operatori del territorio, favorendo la creazione di relazioni e la costruzione di una comunità dell’innovazione realmente attiva. Complessivamente, agli incontri hanno partecipato circa 70 persone tra imprenditori, innovatori, esperti, consulenti, rappresentanti di enti pubblici e associazioni di categoria, studenti e ricercatori, dando forma a una Open Innovation Community ampia e multidisciplinare.
Concluso il primo ciclo di attività, il 12 luglio 2023 sono state pubblicate sul sito del CIHEAM Bari due Manifestazioni d’Interesse. La prima era finalizzata alla selezione di quindici partecipanti a un percorso per aspiranti Innovation Coach; la seconda mirava a individuare cinque imprese del territorio salentino da coinvolgere nei Laboratori di Open Innovation previsti dal progetto.

Formazione, coaching e selezione delle imprese
Per il percorso da Innovation Coach sono pervenute 29 candidature da parte di giovani tra i 18 e i 42 anni, con profili e competenze eterogenee provenienti da tutta Italia. Dopo la selezione, 20 aspiranti coach hanno partecipato a una fase di formazione frontale di 22 ore, avviata il 10 ottobre 2023 e conclusa il 12 dicembre 2023. A questa è seguita una fase di mentoring e coaching, iniziata a gennaio 2024 e conclusasi ad aprile 2024, durante la quale i partecipanti hanno potuto confrontarsi con esperti del settore e affiancare i coach senior nelle attività di co-design, applicando concretamente la metodologia Design Thinking – Venture Clienting negli Innovation Lab.
Parallelamente, l’attività di promozione territoriale e di contatto diretto con la Open Innovation Community ha portato alla candidatura di 12 PMI salentine, provenienti dalle province di Brindisi, Lecce e Taranto, interessate a partecipare agli Innovation Lab. Una commissione di esperti del CIHEAM Bari ha selezionato cinque imprese, che sono diventate protagoniste del percorso di Open Innovation: Agromed Srl, Consorzio Global Fresh Fruit, Società Agricola Taurino Donato & Taurino Rosaria, Cantine San Marzano e Le Ferre Srl.
La definizione delle sfide e l’incontro con le startup
Con il supporto di Almacube, il CIHEAM Bari ha accompagnato le imprese selezionate nella fase di definizione delle sfide di innovazione, lavorando sulla messa a fuoco di bisogni specifici, concreti e misurabili. Da questo lavoro sono emerse cinque sfide, che hanno riguardato il packaging sostenibile in un’ottica di economia circolare, la certificazione e la qualità dei prodotti, la predittività della produzione in agricoltura 4.0, l’efficientamento idrico e lo sviluppo di nuove opportunità d’impresa.
Il 9 ottobre 2023 è stata quindi avviata la selezione degli Innovation Partner attraverso una call pubblicata sulla piattaforma dedicata. Alla chiusura della call, il 24 novembre, sono state raccolte 82 candidature da parte di startup italiane e internazionali. Dopo una serie di incontri di approfondimento svolti tra il 18 e il 29 dicembre 2023, sono stati selezionati cinque partner dell’innovazione: Elaisian, Mama Science, Agrobit, Oleago e Neurality.
Il percorso di co-design e il lavoro dei team
Dall’incontro tra imprese e startup sono nati cinque team di lavoro, ciascuno supportato da un Innovation Coach. La fase di co-design è stata avviata ufficialmente il 6 febbraio 2024, mentre il 13 febbraio si è svolta un’attività in presenza presso il CIHEAM Bari, che ha permesso alle startup di visitare le aziende e approfondire direttamente i contesti produttivi.
L’obiettivo del percorso è stato quello di trasformare i bisogni concreti delle imprese agricole in soluzioni innovative, attraverso una collaborazione strutturata tra mondo produttivo, startup e ricerca. Il lavoro si è fondato sull’integrazione tra Design Thinking, orientato alla comprensione profonda dei problemi, e Tech-to-Market, focalizzato sull’adozione reale delle tecnologie all’interno delle organizzazioni.
I team hanno seguito le fasi del Design Thinking e del modello Double Diamond, partendo dall’esplorazione del contesto e dallo studio dello stato dell’arte, passando per la definizione puntuale delle opportunità di innovazione, fino allo sviluppo delle idee e alla realizzazione di prototipi a bassa complessità. In parallelo, la fase di coaching, durata circa tre mesi, ha sostenuto i gruppi nella gestione del cambiamento e nella trasformazione delle idee in Proof of Concept concreti.

Le soluzioni e l’evento finale
Il percorso si è concluso con l’evento finale del 12 aprile 2024, durante il quale sono state presentate le soluzioni sviluppate. Ogni sfida ha dato origine a una nuova collaborazione tra un’impresa e una startup, producendo risultati tangibili in ambiti strategici. Sono state sviluppate soluzioni per il packaging sostenibile basate sull’utilizzo di sottoprodotti agricoli, sistemi avanzati per la certificazione della qualità dei prodotti tramite image recognition, strumenti predittivi per la resa in campo, servizi di agricoltura di precisione per il monitoraggio delle colture e applicazioni innovative degli scarti dell’oliva per la produzione di materiali destinati a packaging premium.
Nel suo complesso, il Task 5.3 ha dimostrato come l’Open Innovation possa rappresentare uno strumento efficace per affrontare le trasformazioni in corso nel settore agricolo e accompagnare la rigenerazione dei territori colpiti dalla Xylella. Un percorso che ha rafforzato una cultura dell’innovazione basata sulla collaborazione, sulla sperimentazione e sul coinvolgimento attivo di imprese, comunità locali, enti di ricerca e istituzioni, contribuendo a costruire un’agricoltura più resiliente e sostenibile nel lungo periodo.
A cura dell’Ufficio Comunicazione Dajs – dajscomunicazione@gmail.com