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Task 5.2 – La Green Community sfida la crisi puntando sulla dieta mediterranea

Leader Task: CIHEAM Bari

SINTESI
Il team del task 5.2 guidato da Francesco Bottalico del Ciheam Bari punta alla condivisione delle conoscenze per favorire la rigenerazione del Salento tramite una Green Community attiva, usando la Dieta Mediterranea come motore per unire produzione locale e consumo sano.
TASK

Il territorio Jonico-Salentino è oggi al centro di una tempesta perfetta: da un lato la devastazione lasciata dalla Xylella, dall’altro le minacce globali del cambiamento climatico e della desertificazione. In questo scenario, non basta più “resistere”; serve una rigenerazione profonda.

Nell’ambito del progetto di Rigenerazione sostenibile dei territori colpiti da xylella fastidiosa del DAJS, si è messo al lavoro il team del task 5.2 guidato da Francesco Bottalico del Ciheam Bari, con l’obiettivo di favorire la diffusione e il trasferimento di conoscenza tra i soggetti del territorio, e migliorare la loro consapevolezza sui temi e le sfide di sostenibilità ambientale, economica, socio-culturale e nutrizionale-salutistica dei sistemi agroalimentari.

Il team è giunto a una proposta innovativa, una soluzione ambiziosa: trasformare il modo in cui il territorio produce e consuma cibo, attraverso la creazione di una Green Community. Ecco come questo percorso sta cambiando le regole del gioco.

Il sapere al servizio di tutti: la Piattaforma ATLAS

Il primo pilastro del progetto riguarda la conoscenza. Spesso i risultati della ricerca scientifica rimangono chiusi nei laboratori. Per evitare questo, è stata creata un’Open Repository: una banca dati digitale accessibile a tutti sulla piattaforma ATLAS.

Non si tratta di un semplice elenco di file. Ogni documento (articoli scientifici, pubblicazioni e studi) viene catalogato attraverso una “scheda tecnica” che ne identifica i temi principali e li collega direttamente ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) riportati nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. È una vera bussola per chiunque voglia capire come rendere il proprio lavoro più sostenibile, sia esso imprenditore, amministratore o cittadino.

Un sistema fragile ma resiliente: la sfida Jonico-Salentina

Perché concentrarsi proprio su quest’area? Il territorio Jonico-Salentino può rappresentare un‘area di grande interesse applicativo di tale transizione in quanto, essendo collocata al centro del Bacino, presenta criticità molto simili a quelle dei Paesi della Riva sud del Mediterraneo: crisi dei sistemi alimentari tradizionali, transizione nutrizionale in cui i problemi di denutrizione coesistono con sovrappeso e obesità e malattie croniche legate all’alimentazione, desertificazione ed erosione dei suoli legata al cambiamento del clima, carenza idrica e compromissione della falda acquifera, etc. Tutto ciò aggravato dalla devastazione e dal degrado ambientale determinato dalla diffusione della Xylella. Il sintetico quadro delineato induce inevitabilmente a ripensare il sistema agroalimentare del territorio Jonico-Salentino e a individuare nuovi approcci e modelli per superare le sfide ambientali, climatiche e produttive.

In tale ottica, le “Linee guida” diventano uno strumento di indirizzo per l’attuazione dei task del Work Package 5 – Innovazione e Sostenibilità, il cui obiettivo specifico è quello di delineare e promuovere un sistema alimentare sostenibile e resiliente utilizzando un modello alimentare, la Dieta Mediterranea, come leva per collegare in maniera sostenibile la produzione e il consumo alimentare nel territorio jonico salentino. Usare la Dieta Mediterranea come motore di cambiamento, dunque, con l’obiettivo di creare un “ambiente alimentare favorevole”, dove il cibo sano e locale sia anche quello più facile da trovare e acquistare.

Creare ambienti alimentari “favorevoli” significa garantire che alimenti e pasti per diete sane e sostenibili siano i più disponibili, accessibili, convenienti e divulgati. Essi devono stimolare la domanda di catene di approvvigionamento socialmente giuste, che lavorino in sinergia con la natura, siano resilienti al clima e garantiscano elevati livelli di benessere animale. Sebbene gli ambienti alimentari siano i luoghi fisici in cui interagiamo quotidianamente con il cibo, essi sono influenzati da forze anche molto distanti. Per questo, promuoverli richiede un “ecosistema” multilivello di politiche e attività sinergiche, che coinvolgano governi, istituzioni UE, autorità locali, industrie, mense pubbliche e agricoltori.

Allo stesso tempo, la regolamentazione e le misure fiscali risultano gli interventi più efficaci per guidare il cambiamento. Politiche focalizzate sul rimodellamento degli ambienti alimentari sono non solo più efficienti, ma anche più eque, poiché non scaricano l’onere della transizione sui singoli individui. Tale creazione è dunque una funzione pubblica fondamentale che richiede un impegno proattivo delle autorità per tutelare l’interesse collettivo da interessi commerciali contrapposti. Per la rigenerazione del territorio jonico-salentino, è necessario applicare queste indicazioni utilizzando vari punti di accesso per incidere sugli ambienti alimentari, valorizzando la dieta mediterranea come risorsa per superare la crisi causata dalla Xylella

La Green Community: un laboratorio di democrazia partecipativa

L’attività del sotto task 5.2.3 “Green Community Jonico Salentina” mira a stimolare la transizione verso sistemi alimentari sostenibili attraverso un prototipo di comunità attiva sul territorio. Basata sul modello della quadrupla elica (istituzioni, ricerca, impresa, società civile), la Green Community funge da laboratorio per rigenerare il territorio jonico-salentino, recependo i principi di sostenibilità definiti nelle fasi precedenti. Il progetto intende creare un ambiente alimentare favorevole che promuova la Dieta Mediterranea e il consumo consapevole. L’obiettivo è generare una Nuova Domanda che spinga la produzione verso una Nuova Offerta più sostenibile. Il rafforzamento della collaborazione tra attori locali avviene tramite l’analisi dei fabbisogni, l’individuazione di soluzioni e azioni specifiche, e la sensibilizzazione ai principi di sostenibilità.

Il percorso ha coinvolto attivamente diversi stakeholder: il Comitato di Esperti formato da 4 rappresentanti della quadrupla elica per definire visioni strategiche e temi formativi; gli Utenti chiave, con 10-15 rappresentanti di imprese, enti locali, distribuzione e ricerca per analizzare i bisogni dell’ecosistema, i beneficiari, cioè rappresentanti della comunità locale coinvolti in attività di sensibilizzazione, formazione e co-creazione. Il metodo di pianificazione, detto Backcasting, definisce un futuro desiderabile per poi procedere a ritroso, identificando le azioni necessarie per collegarlo al presente. Nel contesto Jonico-Salentino, ha permesso di coinvolgere gli attori locali nella definizione degli obiettivi di sostenibilità per il sistema alimentare. Questo prototipo ambisce a diventare un modello d’eccellenza replicabile in altri contesti territoriali per favorire la rigenerazione dei sistemi produttivi locali.

Il processo si è articolato in tre fasi principali:

Il Comitato di Esperti (5 luglio 2024)

L’istituzione del Comitato, composto da rappresentanti di istituzioni (Regione Puglia), imprese (Andriani S.p.A.), accademia (UniBa) e associazioni (Slow Food), ha definito gli strumenti per rigenerare il sistema produttivo locale. L’obiettivo è stato promuovere il prototipo della Green Community, puntando su biodiversità, innovazione e cooperazione per orientare i consumatori verso prodotti locali e stagionali.

Incontro con gli Stakeholder e Analisi dei Bisogni (16 luglio 2024)

L’incontro, organizzato da CIHEAM Bari e DAJS, ha applicato la Nominal Group Technique (NGT) per garantire una partecipazione equa e strutturata di 20 attori della “quadrupla elica”. Attraverso riflessione individuale, condivisione e clustering, sono stati identificati e prioritizzati gli ostacoli alla sostenibilità: Mancanza di cultura della sostenibilità (23 voti); Carenza di educazione dei consumatori, in quanto molti cittadini non percepiscono il valore aggiunto dei prodotti sostenibili (12 voti); Assenza di ritorno economico per le imprese: le aziende temono che investire nel “green” non sia remunerativo (12 voti); Eccessiva burocrazia nelle certificazioni, spesso troppo complesse e costose (8 voti).

Dai questionari all’azione: verso la rigenerazione

L’ultima fase ha utilizzato un questionario dettagliato per tradurre le visioni emerse in piani d’azione concreti. Grazie a questo strumento, il team ha identificato priorità chiare: promuovere pratiche agricole che rigenerano il suolo con misure operative fattibili e innovative; favorire il dialogo tra produttori e ristorazione collettiva (mense, ospedali, scuole) rafforzando le sinergie tra gli attori della filiera; valorizzare il patrimonio culturale legato alle tradizioni locali definendo priorità basate su evidenze empiriche.

In conclusione, la Green Community Jonico-Salentina è un prototipo che dimostra come la sostenibilità non sia un onere per il singolo, ma una funzione pubblica. Creando una rete forte, il territorio può finalmente superare la crisi e diventare un modello di eccellenza per l’intera area mediterranea.

I messaggi principali emersi da questo task? La Dieta Mediterranea è lo strumento per collegare chi mangia e chi produce. La collaborazione tra esperti e cittadini è l’unico modo per superare la burocrazia. Il futuro si pianifica al contrario: definire il traguardo è il modo migliore per trovare la strada.

Slogan del task 5.2: Rigenerare il Salento un boccone alla volta. La nostra sfida, la nostra Green Community.

 

A cura dell’Ufficio Comunicazione Dajs – dajscomunicazione@gmail.com

STRUMENTI
Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino
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