La Puglia, e in particolare il suo vitale comparto agroalimentare, si trova ad affrontare una duplice sfida: superare le ferite lasciate dall’epidemia di Xylella Fastidiosa e abbracciare l’imperativo globale della sostenibilità e dell’innovazione. È in questo complesso contesto che si inserisce il Task 5.1, coordinato dalla professoressa Valeria Stefanelli (Unisalento) “Capitale umano ed imprenditoriale” del progetto “Rigenerazione Sostenibile dei territori colpiti da Xylella fastidiosa”, ideato dal DAJS e finanziato dal Masaf.
L’obiettivo è quello di integrare il sistema della conoscenza per una rigenerazione che sia allo stesso tempo economicamente redditizia e ambientalmente responsabile. Questo Task ha analizzato uno degli asset più critici: il capitale umano. Le competenze non sono solo un nice to have, ma il vero motore propulsivo per uno sviluppo innovativo e sostenibile.
Lo stato dell’arte: un settore in difficoltà
La prima fase del progetto ha delineato un quadro di sintesi che ha incrociato l’offerta formativa e il contesto imprenditoriale. L’analisi dei dati economico-finanziari delle aziende partner ha rivelato che il settore agroalimentare pugliese soffre di una scarsa innovazione in termini di risorse umane specializzate e investimenti, e mostra risultati altalenanti, spesso basandosi su una manodopera precaria poco specializzata. Questa situazione è spesso attribuibile alla natura stessa del tessuto imprenditoriale regionale, composto prevalentemente da aziende di piccole dimensioni con una ridotta capacità contrattuale lungo la filiera.
Formazione: competenze specializzate non assorbite
Parallelamente, la ricerca ha mappato l’intera offerta formativa pugliese – da atenei e dottorati a ITS academy e scuole secondarie – monitorando l’immatricolazione, la dispersione e l’emigrazione degli studenti. Gli enti di formazione propongono profili altamente specializzati, frutto anche dell’attività di ricerca condotta negli atenei. Tuttavia, il mercato del lavoro mostra una sostanziale difficoltà di incontro tra domanda e offerta. La scarsa capacità innovativa delle piccole imprese limita la loro possibilità di assorbire e valorizzare tali figure specializzate.
Le voci dal campo
Per comprendere a fondo i predittori di questo scenario, il Task 5.1 ha condotto un’indagine diretta tramite questionari e focus group, analizzando in particolare la propensione delle imprese verso la Twin Transition (Doppia Transizione): Verde e Digitale. I risultati hanno sollevato criticità significative. Molti imprenditori percepiscono l’importanza della sostenibilità, ma manifestano una scarsa propensione ad adottare comportamenti coerenti. Le imprese riconoscono il loro ruolo nella Twin Transition, ma l’incertezza internazionale e le politiche sono percepite come deterrenti alle strategie di investimento. Infine, nonostante l’esistenza di percorsi formativi di valore, la struttura delle imprese pugliesi non riesce a ingaggiare la forza lavoro specializzata, perpetuando il circolo vizioso della scarsa innovazione.
La proposta di valore: costruire un hub di (In)formazione
In risposta a questi risultati, l’attività finale del Task 5.1.5 si è concentrata sulla creazione di una soluzione operativa: un sistema di (In)Formazione da erogare attraverso la piattaforma progettuale. L’obiettivo è creare un vero e proprio Hub di condivisione che favorisca un confronto continuo tra Università, enti di formazione, imprese e territorio. L’hub non si limita alla formazione tecnica, ma copre sei macro-temi chiave per una rigenerazione completa: gestione e operation; innovazione e digitalizzazione dei processi, sostenibilità finanziaria ed equilibri aziendali, ambiente e sostenibilità, inclusione sociale e diritti; cultura e territorio. Questa visione olistica riconosce che la rigenerazione post-Xylella deve essere ad alto tasso innovativo, rispettando al contempo la cultura e il paesaggio unico della Puglia.
La sfida del futuro è nelle persone
Il Task 5.1 dimostra che la vera sfida per la “Rigenerazione Sostenibile” non è solo tecnologica, ma è profondamente umana e culturale. Per risollevare il comparto agroalimentare pugliese, è fondamentale superare la frammentazione, investire nella specializzazione del personale e, soprattutto, creare un ecosistema imprenditoriale in grado di assorbire e valorizzare le competenze che il sistema formativo produce.
Tutto questo è ben racchiuso nello slogan del task: “Saper fare per costruire, saper innovare per rispettare”.
A cura dell’Ufficio Comunicazione Dajs – dajscomunicazione@gmail.com