Le attività svolte nell’ambito del Task 4.5 – Modelli di valorizzazione del patrimonio rurale, coordinato da Pierpaolo Miglietta (UniSalento) si inseriscono nel più ampio percorso di rigenerazione sostenibile dei territori salentini colpiti dalla Xylella fastidiosa, con l’obiettivo di trasformare una crisi profonda in un’opportunità di rinnovamento agricolo, economico e paesaggistico.
Il lavoro ha messo al centro l’idea che l’agricoltura non sia solo produzione, ma anche paesaggio, identità, innovazione e sviluppo locale. Per questo motivo, le attività hanno combinato analisi scientifiche, strumenti decisionali e proposte operative, pensate per essere realmente utilizzabili da agricoltori, decisori pubblici e attori territoriali.
Marchi di qualità, certificazioni e proprietà intellettuali
Un primo filone di lavoro ha riguardato l’analisi dei marchi di qualità, delle certificazioni e della proprietà intellettuale nel settore agroalimentare. Attraverso questionari e analisi di dati pubblici è stato possibile comprendere come le imprese agricole percepiscono e utilizzano questi strumenti e quanto essi possano contribuire a rafforzare la competitività, il valore delle produzioni e il legame con il territorio. È emerso chiaramente che la tutela e la valorizzazione dell’identità dei prodotti rappresentano una leva strategica per costruire filiere più solide e riconoscibili.
Il valore delle infrastrutture rurali
Parallelamente, è stato sviluppato un modello di supporto alle decisioni per la valorizzazione delle infrastrutture rurali esistenti, come fabbricati agricoli, depositi, strutture produttive o potenzialmente turistico-ricettive. Il modello aiuta a valutare lo stato di conservazione degli immobili, i costi di recupero e le possibili destinazioni d’uso, favorendo il riuso del patrimonio rurale e sostenendo la multifunzionalità agricola, cioè la capacità delle aziende di integrare produzione, trasformazione, accoglienza e servizi.
Agricoltura 4.0, il futuro è giù qui
Un altro ambito centrale delle attività ha riguardato l’individuazione e la valutazione delle tecnologie dell’Agricoltura 4.0, come sensori, sistemi digitali di monitoraggio, analisi dei dati e soluzioni per l’uso efficiente delle risorse. Queste tecnologie sono state analizzate in relazione alla loro capacità di migliorare la sostenibilità ambientale, la resilienza climatica e l’efficienza produttiva delle aziende agricole, offrendo indicazioni concrete per una modernizzazione compatibile con le specificità del territorio.
Filiere corte e diversificazione colturale
Grande attenzione è stata dedicata anche allo sviluppo di filiere corte innovative, basate su colture resilienti e storicamente presenti nel Salento, come carrubo, fico, fico d’India, piante aromatiche e varietà di olivo resistenti. Queste filiere rappresentano un’alternativa concreta alla monocoltura, contribuendo alla diversificazione economica, alla tutela del paesaggio e alla creazione di nuove opportunità di reddito legate alla trasformazione, alla vendita diretta e al turismo rurale.
A supporto di queste scelte, è stato costruito un articolato sistema di indicatori di sostenibilità e resilienza, organizzato su tre livelli: il singolo processo agricolo, l’azienda e il territorio nel suo complesso. Gli indicatori permettono di valutare aspetti ambientali, economici e sociali, come l’uso dell’acqua, la fertilità del suolo, la biodiversità colturale, il reddito agricolo e extra-agricolo, l’occupazione e l’accesso ai servizi. Questo approccio consente di monitorare nel tempo gli effetti delle politiche di rigenerazione e di orientare le decisioni in modo più consapevole e coerente con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Analisi SWOT: punti di forza e debolezza
Le analisi sono state ulteriormente rafforzate da un’analisi SWOT dei diversi modelli di rigenerazione, integrata in un sistema di supporto alle decisioni che aiuta gli agricoltori a individuare le colture più adatte alla riconversione dei terreni colpiti dalla Xylella. Attraverso metodologie multi-criteriali e un approccio partecipativo, il sistema restituisce graduatorie di opzioni colturali, rendendo il processo decisionale più trasparente, flessibile e aderente alle esigenze reali delle aziende.
Infine, le attività hanno portato allo sviluppo di un modello paesaggistico e agroturistico dinamico, capace di leggere insieme agricoltura, paesaggio e turismo. Attraverso dati statistici e rappresentazioni cartografiche, il modello consente di analizzare la distribuzione degli agriturismi, stimare i flussi turistici e valutare come la rigenerazione agricola possa rafforzare l’attrattività del territorio, nel rispetto dei vincoli ambientali e culturali.
Verso una visione integrata del Salento post Xylella
Nel loro insieme, i risultati offrono una visione integrata della rigenerazione dei territori colpiti dalla Xylella fastidiosa: un percorso che unisce innovazione, sostenibilità, valorizzazione del patrimonio rurale e sviluppo locale, restituendo all’agricoltura un ruolo centrale non solo come attività produttiva, ma come motore di resilienza economica, sociale e paesaggistica.
A cura dell’Ufficio Comunicazione Dajs – dajscomunicazione@gmail.com