Nel progetto di Rigenerazione Sostenibile dell’agricoltura nei territori colpiti da Xylella fastidiosa, la logistica non è un dettaglio tecnico: è l’ossatura che tiene insieme produzione, territorio, paesaggio e mercati. Sotto l’egida del DAJS e all’interno del Programma di Ricerca e sviluppo dedicato alla rigenerazione del sistema agro-alimentare salentino, il Task 4.4 – Logistica dei sistemi agro-alimentari ha messo a fuoco che cosa serve, in concreto, per far viaggiare meglio i prodotti e le idee di un territorio che vuole ripartire. Il lavoro è stato coordinato dal professor Vito Albino del Politecnico di Bari e svolto da un gruppo di ricerca che comprende Raphael Aboav, Ahmad Awartani, Liberato Bozzelli, Antonio Casardi, Rosa Maria Dangelico, Francesca D’Addato, Loredana Ficarelli, Michele Ottomanelli, Umberto Panniello, Silvia Parentini, Alessandro Punzi, Daniele Rotolo, Barbara Scozzi.
Un punto di partenza chiaro: per rigenerare l’agricoltura occorre guardare alle quattro filiere che pesano di più nel Salento – olivicola, vitivinicola, ortofrutticola e cerealicola – non come a compartimenti stagni, ma come a un ecosistema di attori e infrastrutture che interagiscono tra loro e con altri mondi, come artigianato e turismo. Da questa visione nasce una strategia che tiene insieme aspetti infrastrutturali, organizzativi e paesaggistici, con un obiettivo pratico: far circolare meglio i prodotti, ridurre i costi, aumentare la resilienza delle filiere e valorizzare l’identità dei luoghi.
Per arrivarci, il gruppo ha prima costruito una solida base di conoscenze. Ha passato al setaccio la letteratura scientifica sulla valorizzazione delle aree rurali e sulla logistica agro-alimentare, interrogando banche dati come Scopus e mappando i temi chiave con strumenti come VOSviewer. In parallelo, ha incrociato dati ISMEA e ISTAT per leggere la struttura delle aziende, le superfici coltivate e i flussi di import-export. Infine, ha studiato sul campo la rete infrastrutturale con mappe isocrone dedicate a gomma e ferro, così da capire davvero tempi, connessioni e potenziali bacini di utenza. È emerso un quadro realistico: strade interne spesso inadeguate, nodi congestionati, infrastrutture vetuste che rallentano i percorsi e alzano i costi; collegamenti ferroviari non sempre affidabili, che scoraggiano l’uso della rotaia anche quando sarebbe conveniente.
Da qui la prima direttrice operativa: ripensare le reti e i nodi della logistica. Il Task 4.4 propone di progettare sistemi integrati che uniscano corto e lungo raggio e di puntare sull’intermodalità, anche semplificando gli accessi attraverso gli interporti. L’obiettivo non è aggiungere pezze, ma ricucire il territorio con soluzioni coordinate, in cui gomma, ferro e nodi di scambio lavorino insieme, migliorando tempi e affidabilità. Parallelamente, è cruciale rafforzare le connessioni ferroviarie con interventi mirati, così da renderle una vera alternativa al trasporto esclusivamente su strada.
La seconda direttrice è organizzativa e tecnologica. Le catene di approvvigionamento più robuste non nascono solo da strade migliori, ma da cooperazione e digitalizzazione. Il lavoro suggerisce di evolvere verso modelli come la Logistics as a Service (LaaS): un approccio “client-based” basato sulla condivisione delle risorse e sulla cooperazione tra chi offre e chi domanda servizi logistici. È una transizione che chiede una verifica della readiness tecnologica del territorio, ma che promette maggiore efficienza e maggiore trasparenza lungo tutta la filiera. In altre parole, la logistica smette di essere un costo opaco e diventa un servizio modulare che gli attori del sistema possono comporre in base alle esigenze reali.

Mappa del sistema logistico – Mappa di sintesi delle infrastrutture logistiche a supporto delle filiere agroalimentari salentine
La terza direttrice, solo in apparenza distante dai camion e dai binari, è il packaging sostenibile. Perché un contenitore, nel settore agro-alimentare, non è mai solo un contenitore: incide sull’impronta ambientale del prodotto, trasmette identità e influenza le scelte dei consumatori. Il gruppo di ricerca ha passato in rassegna le soluzioni disponibili per due asset simbolo del Salento – olio extravergine e vino – valutando proposte a ridotto impatto come bag-in-box e paper bottle, e l’uso di etichette che comunichino la sostenibilità ambientale e sociale. A queste si affiancano codici QR che abilitano la tracciabilità di filiera. Non si tratta di cosmetica: indagini dedicate hanno misurato come percezioni, qualità percepita, intenzione d’acquisto e disponibilità a pagare un premium price cambino in base alle diverse soluzioni. Da qui scaturiscono linee guida per aiutare imprese e manager a scegliere i formati più promettenti sul mercato, riducendo al contempo l’impatto lungo il ciclo di vita del prodotto.

Qualità percepita, utilità ambientale percepita, utilità socio-economica percepita e intenzione d’acquisto dei consumatori italiani relativamente a diversi tipi di packaging sostenibile per il vino.
Accanto a reti, organizzazione e imballaggi, il Task 4.4 introduce un elemento chiave e spesso trascurato: la relazione tra logistica e paesaggio. La rete stradale, nel tempo, modella i luoghi e il modo in cui li viviamo. Integrare la pianificazione logistica con lo studio del paesaggio significa cercare un equilibrio tra efficienza, sostenibilità ambientale, tutela culturale e qualità della vita delle comunità. In pratica, si lavora sulla compatibilità paesaggistica delle infrastrutture e sulla loro connessione con la mobilità lenta, così che i paesaggi rurali possano essere fruiti in modo consapevole, senza perdere valore economico né identità. È un cambio di prospettiva: la logistica non è più un corpo estraneo nel territorio, ma una trama che, se progettata bene, rende più attrattivo l’insieme e apre a nuove sinergie con turismo e artigianato.

Mappa del sistema paesaggistico – Mappa di sintesi tra i caratteri fisici, estetico-percettivi e culturali del territorio oggetto di studio e la rete regionale della mobilità dolce, che include percorsi cicloturistici e cammini che ricalcano itinerari religiosi, storici e culturali.
Questo percorso non nasce nel vuoto. Fa parte del più ampio programma di rigenerazione sostenuto dal DAJS, in cui università e centri di ricerca lavorano insieme alle imprese per trasformare risultati scientifici in strumenti operativi. All’interno del Task 4.4 sono già state raccolte best practice e redatte “Linee guida di tipo operativo e strategico utili all’adozione di nuovi approcci per il sistema logistico”, che offrono un quadro d’insieme: dagli aspetti trasportistici a quelli gestionali, fino alla dimensione paesaggistica. La produzione scientifica in corso include, tra l’altro, un lavoro sul packaging sostenibile per l’olio extravergine e un paper dedicato al vino, a conferma di una ricerca che genera risultati tangibili e trasferibili.
Guardando avanti, il Task 4.4 indica una prospettiva che va oltre l’emergenza: la progettazione di un Centro di ricerca per il consumo sostenibile presso il Politecnico di Bari. È un tassello che punta a stabilizzare le competenze maturate e a mettere a sistema le conoscenze su logistica, packaging e scelte dei consumatori, così da accompagnare le filiere in un’evoluzione continua, coerente con gli obiettivi di sostenibilità.
In sintesi, il Task 4.4 racconta un’idea semplice e potente: la rigenerazione non è la somma di interventi sparsi, ma una strategia integrata in cui infrastrutture più intelligenti, cooperazione digitale, imballaggi a basso impatto e rispetto del paesaggio si sostengono a vicenda. È una strada concreta per far sì che olio, vino, ortofrutta e cereali del Salento non solo arrivino più facilmente ai mercati, ma portino con sé il valore del territorio che li genera. È anche, soprattutto, un patto tra scienza e impresa che il DAJS ha deciso di rendere operativo, mettendo al centro coordinamento, qualità delle evidenze e decisioni informate. In questa visione, la logistica non è l’ultimo anello della catena: è il primo motore di una rigenerazione che tiene insieme economia, ambiente e comunità.
A cura dell’Ufficio Comunicazione Dajs – dajscomunicazione@gmail.com