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Task 4.2 – Verso un’agricoltura a “Emissioni Zero”: il futuro energetico della Puglia

Leader Task: POLIBA

SINTESI
Il Task 4.2 del PoliBa punta alla neutralità carbonica in Puglia tramite EnergyPLAN. Integra fotovoltaico, biomasse e idrogeno per un’agricoltura a emissioni zero e strumenti pratici per le aziende.
TASK

Il task 4.2 coordinato da Riccardo Amirante (PoliBa) affronta la sfida della neutralità carbonica

Il cambiamento climatico e le recenti tensioni geopolitiche hanno imposto una trasformazione radicale nel modo in cui produciamo e consumiamo energia. In questo scenario, l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2050 rappresenta una sfida complessa che richiede una sinergia profonda tra ricerca scientifica e territorio.

Proprio in quest’ottica si inserisce il Task 4.2, dedicato alle risorse energetiche e guidato dal professor Riccardo Amirante (Poliba). Il lavoro, che vede impegnato un team multidisciplinare composto dai ricercatori Pietro De Palma, Stefania Cherubini, Paolo Tamburrano, Elia Distaso, Lazzaro Zagaria, Giovanni Caramia, Giuseppe Calò, Vincenzo Loverre e Ippolita Antonino, si sviluppa nell’ambito del più ampio progetto di Rigenerazione sostenibile dei territori colpiti da Xylella fastidiosa, promosso dal DAJS.

La Puglia, con la sua vocazione agricola e l’abbondanza di sole e vento, diventa così un laboratorio per dimostrare come il settore agroalimentare possa trasformarsi nel primo comparto a emissioni nette zero.

La modellazione del domani: lo scenario EnergyPLAN

Per trasformare questa visione in realtà, il team di ricerca ha adottato un approccio rigoroso basato sulla modellazione matematica. Utilizzando il software EnergyPLAN, uno strumento riconosciuto a livello europeo per la sua autorevolezza, i ricercatori hanno dapprima ricostruito lo scenario energetico pugliese del 2020 come punto di riferimento.

Da questa base sono stati sviluppati modelli alternativi che prevedono una forte presenza di fotovoltaico e la piena valorizzazione energetica delle biomasse, utilizzate come elemento stabilizzante per la rete. Altri scenari esplorano l’integrazione tra energia solare, sistemi di accumulo e l’impiego dell’idrogeno.

L’obiettivo primario non è soltanto la riduzione dell’impronta di carbonio, ma la garanzia che il sistema energetico regionale mantenga una stabilità perfetta durante tutto l’anno, bilanciando con precisione la produzione intermittente delle rinnovabili con i consumi del territorio.

Strumenti pratici per la Rigenerazione del territorio

Oltre alla ricerca teorica, il progetto punta a fornire risposte operative per la rinascita delle aree colpite dalla Xylella. Un gruppo di lavoro specifico è impegnato nella creazione di strumenti divulgativi e studi di fattibilità pensati per l’imprenditore agricolo e i tecnici agronomi.

Attraverso mappe del territorio che identificano le aree idonee e infografiche di facile consultazione, il team guida l’utente verso la scelta tecnologica più adatta al contesto locale. Queste schede, progettate per essere flessibili e aggiornabili in base alle normative, utilizzano un intuitivo sistema “a semaforo” per valutare la producibilità per ettaro, l’impatto sulle attività colturali e le possibilità di finanziamento. Si tratta di un supporto concreto per favorire la simbiosi agro-industriale, rendendo gli investimenti in energia pulita non solo sostenibili dal punto di vista ambientale, ma anche economicamente vantaggiosi per le aziende.

Divulgazione e cultura: superare i pregiudizi

La transizione energetica richiede anche un profondo cambiamento culturale. Per questo motivo, il prof. Amirante e tutto il gruppo di ricerca sono attivamente impegnati in un’opera di informazione volta a superare i pregiudizi sulla presunta inaffidabilità delle fonti rinnovabili. Questa attività di divulgazione è fondamentale per vincere la riluttanza delle amministrazioni autorizzanti e sensibilizzare la cittadinanza. Il valore scientifico del progetto è stato condiviso in numerosi contesti di rilievo, come l’evento sull’agrivoltaico sostenibile a Rutigliano, le relazioni presso l’Accademia Scientifica dell’Olivo e dell’Olio a Spoleto e diversi contributi su testate giornalistiche nazionali. Ogni intervento ribadisce che un mix eterogeneo di fonti, gestito con rigore scientifico, è la vera chiave per il successo della transizione.

Una prospettiva concreta per il Salento e la Puglia

In conclusione, le attività del Task 4.2 dimostrano che la strada verso la decarbonizzazione è intrinsecamente legata alla capacità di innovare le filiere tradizionali.

Lavorando parallelamente sulla stabilità del sistema energetico e sulla fattibilità pratica degli impianti, i ricercatori del DAJS stanno gettando le basi per un’agricoltura che sia motore di rinascita economica e ambientale.

Attraverso l’innesco di una reale economia circolare a zero sprechi, la possibilità che il settore agroalimentare pugliese guidi la corsa verso un futuro a zero emissioni di CO2 è oggi una prospettiva concreta e documentata.

Slogan del task 4.2: “L’energia che rigenera il territorio”

A cura dell’Ufficio Comunicazione Dajs – dajscomunicazione@gmail.com

STRUMENTI
Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino
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