Il Salento è un territorio agricolo sottoposto a forte pressione, che necessita di una maggiore complessità nel mosaico paesaggistico dell’agroecosistema; abbiamo studiato più di 100 possibili specie agricole e forestali per aumentare questa complessità. Maggiore complessità per garantire maggiore resilienza!
È questo uno dei risultati più rilevanti del Task 3.1 del progetto di ricerca sulla Rigenerazione Sostenibile targato DAJS, che ha analizzato il clima del territorio in modo puntuale, ad alta risoluzione, per capire quali specie possono davvero vivere, crescere e produrre nel Salento di oggi.
Un cambio di prospettiva radicale: dal racconto della perdita a quello delle possibilità, fondate su dati climatici solidi e verificati.
Nel progetto di ricerca “Rigenerazione Sostenibile dell’agricoltura nei territori colpiti da Xylella fastidiosa”, svolto sotto l’egida del Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino (DAJS), il Task 3.1 – “Valutazioni degli Impatti Climatici Osservati sulle Risorse dei Territori” (Work Package 3 “Clima e Cambiamenti Climatici”) affronta una domanda molto concreta: come sta cambiando, nei fatti, il clima degli ultimi anni nel Salento e che cosa significa per le colture, per i rischi e per le scelte di rigenerazione agricola?
Il task, coordinato da Sergio Noce (CMCC) con il contributo del team composto da Gabriele Pizzileo e Maria Vincenza Chiriacò, nasce in un contesto in cui il territorio è stato segnato dal declino dell’olivicoltura e dalla necessità di ripensarne l’assetto produttivo. Per farlo, però, non basta “inserire” nuove colture: occorre capire con precisione quale clima stiamo già sperimentando e quali stress, climatici e biotici, sono già all’opera.
Dal 2006 al 2020: cosa raccontano i dati climatici del Salento
Il cuore del Task 3.1 è un lavoro di raccolta, elaborazione e analisi di dati climatici ad alta risoluzione riferiti al periodo 2006–2020, con un obiettivo chiaro: caratterizzare il clima attuale e la sua variabilità e tradurre questa conoscenza in strumenti utili per valutare vocazionalità climatica, vulnerabilità e rischi per le specie vegetali analizzate.
L’ambizione non è solo descrittiva. Il task punta anche a costruire una base informativa geospaziale che possa sostenere scenari previsionali e decisioni territoriali, diventando un vero pilastro tecnico-scientifico per pianificare la rigenerazione colturale in risposta a due pressioni che qui si sommano: gli impatti dei cambiamenti climatici e quelli fitosanitari.
Metodologie: alta risoluzione e variabili chiave per capire il clima “che conta” in agricoltura
Per l’analisi climatica storica è stato utilizzato il dataset CMCC VHR_REA-IT con risoluzione di 2,2 km, lavorando sulle principali variabili climatiche considerate decisive per l’agricoltura: temperature medie, minime e massime e precipitazioni. Su questa base sono state mappate le condizioni climatiche storiche e si è passati a un secondo step fondamentale: collegare il clima alle scelte colturali.
Il task ha infatti identificato oltre 100 specie vegetali potenziali, definendo per ciascuna parametri climatici critici come le temperature soglia e i coefficienti colturali mensili. Questo passaggio è cruciale perché consente di passare dal clima “in astratto” al clima “operativo”, cioè quello che condiziona concretamente possibilità e limiti delle coltivazioni presenti e future.
Indicatori agro-climatici: misurare gli stress per leggere rischi e opportunità
Oltre alle variabili di base, il Task 3.1 ha costruito una lettura più funzionale al rischio agricolo calcolando 30 indicatori agro-climatici. Si tratta di misure che servono a intercettare in modo più diretto gli stress che le colture possono subire. Tra gli esempi considerati rientrano indicatori come le ondate di calore, i giorni secchi consecutivi e la durata della stagione vegetativa.
L’obiettivo di questa parte del lavoro è valutare con maggior precisione la vulnerabilità a condizioni che possono incidere su resa, sostenibilità della coltura e stabilità dei cicli produttivi. In altre parole, non si guarda soltanto “se piove di più o di meno”, ma si prova a capire come si distribuiscono nel tempo gli eventi e le condizioni che fanno davvero la differenza nei campi.
Vulnerabilità biotica: il clima come fattore che influenza patogeni e parassiti
Un elemento distintivo del Task 3.1 è l’integrazione tra dimensione climatica e dimensione biotica. Parallelamente alle analisi climatiche, è stato realizzato un database che raccoglie oltre cento agenti biotici, includendo fitopatie e parassiti, insieme alle informazioni sulle condizioni climatiche favorevoli alla loro comparsa.
Questa scelta metodologica è particolarmente rilevante in un territorio già segnato da una crisi fitosanitaria come quella della Xylella fastidiosa: leggere il clima significa anche comprendere come esso possa facilitare o ostacolare l’insorgenza di agenti patogeni e, di conseguenza, incidere sulla diversificazione colturale.
Geodatabase e webtool: quando la ricerca diventa uno strumento consultabile
Un risultato chiave del task è la trasformazione dell’analisi in una base informativa organizzata e riutilizzabile. Tutti i dati prodotti sono stati integrati in un Geodatabase GIS completo, corredato da metadati standardizzati e da una nomenclatura codificata. Il geodataset include anche informazioni utili per le analisi territoriali, come dati altimetrici e confini amministrativi, che permettono letture più dettagliate e confrontabili.
Accanto alla componente “strutturata” del geodatabase, il lavoro è stato reso fruibile anche attraverso un webtool pensato per essere facilmente consultabile. È un passaggio spesso decisivo: la conoscenza scientifica diventa davvero utile quando riesce a essere interrogata e utilizzata nei processi decisionali, non soltanto descritta in un report.
Risultati: oltre 100 specie vegetali, 30 indicatori e una base informativa integrata per il territorio
Sintetizzando i risultati conseguiti, il Task 3.1 ha permesso di analizzare la suitability climatica per oltre 100 specie vegetali , calcolare 30 indicatori agro-climatici sul territorio del DAJS, costruire un database completo sugli agenti biotici e sulle condizioni predisponenti, e integrare i dati in un geodatabase e in un webtool consultabile.
Non si tratta quindi di un singolo output, ma di un sistema di conoscenze connesse: clima, colture, indicatori di stress e vulnerabilità biotica vengono messi in relazione e resi disponibili in forma geospaziale, con un livello di dettaglio coerente con la scala territoriale richiesta dalle scelte di pianificazione e adattamento.
Prospettive: dai dati osservati agli scenari futuri e alla vocazionalità “dinamica”
Gli indicatori calcolati nel Task 3.1 non restano confinati al passato: sono già stati utilizzati per valutare scenari climatici futuri nell’ambito del Task 3.2 e potranno essere integrati in strumenti per una valutazione dinamica della vocazionalità agro-climatica.
In prospettiva, le analisi climatiche e biotiche possono supportare la pianificazione territoriale e le politiche di adattamento, facilitando una riconversione colturale orientata alla resilienza climatica e alla sostenibilità. In un territorio che deve ricostruire equilibrio produttivo e ambientale dopo la crisi legata alla Xylella fastidiosa, questo tipo di strumenti aiuta a impostare scelte meno intuitive e più fondate su evidenze.
Conclusioni: una base solida per affrontare la crisi e orientare la rigenerazione
Il Task 3.1 ha prodotto una base conoscitiva e operativa che rafforza la capacità del territorio di affrontare la crisi nel Salento. L’analisi dei dati climatici storici, l’elaborazione degli indicatori e l’integrazione delle informazioni su colture e agenti patogeni offrono sia una caratterizzazione del contesto, sia un supporto concreto alla scelta di colture resilienti e a una gestione più adattiva del territorio agricolo, in risposta a impatti climatici e fitosanitari già osservati.
In definitiva, questo task porta il clima fuori dalla dimensione astratta e lo traduce in uno strumento di rigenerazione: perché rigenerare non significa soltanto sostituire una coltura con un’altra, ma costruire una nuova agricoltura capace di stare in piedi nel clima reale di oggi e in quello, plausibile, di domani.
Dati climatici per una nuova agricoltura salentina
Lo slogan del Task 3.1 lo dice in modo essenziale: “Dati climatici per una nuova agricoltura salentina”. Ed è esattamente la direzione del lavoro: trasformare un patrimonio di informazioni ad alta risoluzione in una bussola per la rigenerazione sostenibile dei territori del DAJS.
A cura dell’Ufficio Comunicazione Dajs – dajscomunicazione@gmail.com