La rigenerazione sostenibile dell’agricoltura nei territori colpiti dalla piaga della Xylella fastidiosa non è solo una sfida agronomica, ma un processo sociale che richiede la partecipazione attiva di cittadini, agricoltori e istituzioni. Per questo motivo, il Task 2.4 coordinato da Luigi Patrono di Unisalento ha messo al centro la trasparenza e l’accessibilità totale delle informazioni, trasformando i dati grezzi in strumenti di analisi e pianificazione.
In linea con le politiche europee di Open Science, l’obiettivo principale del progetto è stato quello di garantire che ogni risorsa prodotta fosse “FAIR” (facilmente rintracciabile, accessibile, interoperabile e riutilizzabile).
Questo impegno si è tradotto nella creazione di un Sistema Osservativo Integrato, un ecosistema digitale capace di catalogare e mettere a sistema le conoscenze sul Salento, offrendo visibilità globale ai risultati del progetto.
L’infrastruttura tecnologica e la gestione semantica dei dati
Il cuore tecnologico di questa iniziativa poggia sulle fondamenta di LifeWatch ERIC, l’infrastruttura europea per la ricerca su biodiversità ed ecosistemi. Attraverso l’integrazione con il nodo nazionale italiano, è stato possibile creare un ponte tra le diverse piattaforme di dati, garantendo che le informazioni fluissero liberamente verso gli utenti finali tramite un’interfaccia unica.
Il lavoro è iniziato con un’analisi rigorosa dello stato dell’arte per individuare i formati Open Data più efficaci a livello globale, proseguendo poi con una complessa fase di modellazione. Quest’ultima ha permesso di unire sorgenti eterogenee attraverso lo sviluppo di un’ontologia dedicata e di un Triple Store, un database avanzato che organizza le informazioni in “triple” (soggetto-predicato-oggetto). Questo approccio non è un semplice esercizio di archiviazione, ma permette al sistema di compiere ricerche semantiche ed elaborazioni logiche basate sull’inferenza dei dati, “comprendendo” le relazioni tra i diversi elementi.
Modellazione delle variabili ambientali e monitoraggio delle infestazioni
L’attività di modellazione si è concentrata in particolare sulla classificazione scientifica delle piante e sui fattori che ne determinano la sopravvivenza. L’ontologia include dettagli che spaziano dalla tassonomia classica (regno, classe, genere) fino a parametri vitali come la tolleranza alle temperature e il fabbisogno idrico.
Un’attenzione specifica è stata dedicata alle infestazioni: utilizzando lo standard Observation & Measurements, il sistema è in grado di rappresentare misurazioni e osservazioni sulle malattie in modo coerente, migliorando la capacità di gestione e condivisione dei dati tra ricercatori e agricoltori. Questo modello accoglie variabili abiotiche fondamentali quali la disponibilità di nutrienti (azoto, fosforo, potassio e microelementi), il pH del suolo e l’umidità dell’aria, incrociandole con fattori biotici come la presenza di parassiti, batteri e funghi patogeni.
Architettura informatica e strumenti di analisi avanzata
Dal punto di vista informatico, l’interazione tra le diverse piattaforme è gestita da un orchestratore digitale che funge da aggregatore per l’intero consorzio. Utilizzando strumenti come GraphDB e interrogazioni in linguaggio SPARQL, i ricercatori possono analizzare i dati tramite l’integrazione con Jupyter Notebook, mentre specifiche API scritte in Python espongono queste informazioni al cruscotto web rivolto al pubblico. Questi cruscotti operano come veri e propri Virtual Research Environment, offrendo strumenti che supportano i decisori politici e la comunità scientifica nell’intero ciclo di vita del dato, dalla sua scoperta fino alla pubblicazione finale.
Servizi interattivi per il supporto alle decisioni agricole
L’utente finale si trova davanti a un’interfaccia semplice e coerente, progettata per rispondere a domande concrete attraverso percorsi guidati. La sezione “Interroga dati” si divide in due grandi ambiti operativi.
Il primo supporta la diversificazione delle colture: il sistema analizza le caratteristiche del terreno e il clima locale (temperature massime e minime, disponibilità idrica) per suggerire quali nuove piante inserire o come sostituire piantagioni perdute.
Il secondo ambito è invece dedicato alla protezione fitosanitaria, fornendo risposte immediate sulle malattie che possono colpire una determinata varietà o, viceversa, elencando quali piante siano vulnerabili a una specifica infestazione. Ogni risposta viene arricchita da schede di dettaglio che presentano graficamente le necessità della pianta, rendendo la scienza dei dati uno strumento pratico e immediato per la rinascita del territorio salentino.
A cura dell’Ufficio Comunicazione Dajs – dajscomunicazione@gmail.com